Followus Facebook Twitter Youtube

M5SEuropa

febbraio 17, 2016
 

DRAMMA SIRIA: TROPPI PROTAGONISTI… E UN SOLO GRANDE ASSENTE

La distruzione dell’ospedale di Medici Senza Frontiere in Siria lascerà senza cure una popolazione di circa 40mila persone, in uno scenario di guerra costante. Le bombe piovute qualche ora fa hanno alzato il velo su uno dei peggiori teatrini di politica internazionale dei nostri tempi. Lo scambio di accuse tra turchi, americani e russi è lo specchietto per le allodole che nasconde una grande assente: l’Unione Europea. Il fragile accordo per la cessazione delle ostilità raggiunto a Monaco fa acqua da tutte le parti. Il piano concordato la scorsa settimana dal Gruppo di sostegno per la Siria, hanno preso atto i capi della diplomazia europea, non sta funzionando. Il peso politico di Federica Mogherini – poco incisivo alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza – è commisurabile alle condizioni in cui versa il popolo siriano. I miliardi che l’Unione Europea continua a concedere al Governo turco confermano, se mai ce ne fosse bisogno, che la pedina di Matteo Renzi (e con lei tutta la diplomazia UE)è dalla parte sbagliata della storia. L’UE vorrebbe chiedere al dittatore Erdogan di fermare questo flussooffrendo come mancia i nostri soldi. Angela Merkel, sotto attacco nel suo Paese per aver aperto le porte, ha deciso di richiudere le serrande constatando che una selezione dei profughi “istruiti” – da far lavorare nelle fabbriche tedesche – non si può fare. In Turchia, ad oggi, ci sono 2.6 milioni di rifugiati siriani: sono la merce di scambio con cui Erdogan ricatta le istituzioni comunitarie. Matteo Renzi, dal canto suo, fa il bullo a telecamere accese sapendo benissimo che sarà il primo a sborsare i 250 milioni di Euro di mancia di competenza italiana. E intanto i siriani, da ben cinque anni, stanno subendo le conseguenze del più grave conflitto intercontinentale dopo la seconda guerra mondiale.

Ascoltate la denuncia del portavoce Fabio Massimo Castaldo e l’esperienza sul campo di Marco Zanni, in missione nei campi profughi turchi per verificare come vengono spesi i soldi dell’UE:

IL CONFLITTO SIRIANO (da The Post)
Sono almeno 470 mila, infatti, le persone rimaste uccise o ferite nel conflitto siriano. Esse corrispondono a circa l’11,5 per cento della popolazione complessiva siriana. Lo ha reso noto il Centro per la ricerca politica (Scpr), un think tank indipendente, nel suo ultimo rapporto dal titolo Confronting Fragmentation, realizzato in collaborazione con l’Istituto per la politica e gli affari internazionali Issam Fares dell’Università americana di Beirut. Il rapporto diffuso l’11 febbraio 2015 prende in considerazione l’ultimo anno di conflitto civile in Siria, analizzando e documentando ogni tre mesi la condizione socio-economica del paese e gli effetti provocati dalla guerra sul tessuto sociale, economico, politico e culturale della Siria. Gli studi effettuati hanno mostrato un paese profondamente frammentato, una sorta di buco nero che ha inghiottito dentro di sé infrastrutture, risorse umane, servizi, e che ha cancellato una parte sostanziale della ricchezza della nazione. La perdita economica totale per l’anno 2015 si è attestata intorno ai 254 miliardi di dollari, con una contrazione del prodotto interno lordo pari al 4,7 per cento rispetto al 2014. I prezzi al consumo sono aumentati del 53 per cento nell’ultimo anno, mentre le condizioni di lavoro e di retribuzione sono calate in maniera vertiginosa. Infatti, secondo quanto si dice nel report, sono circa 13,8 milioni i siriani che hanno perso il lavoro dal 2011 a oggi. Il tasso di povertà si è attestato intorno all’85 per cento nel 2015. La mancanza di sicurezza e la perdita di ogni fonte di sostentamento, ha costretto migliaia di siriani ad abbandonare le loro case. Sono stati circa 6,36 milioni gli sfollati interni, e più di 4 milioni i profughi che hanno cercato di raggiungere l’Europa o paesi limitrofi come la Turchia.

I FLUSSI MIGRATORI
In questo quadro impietoso, l’unico settore ad aver registrato una lieve ma significativa crescita rispetto al 2011, anno di inizio del conflitto, è stato quello agricolo. Tuttavia, il processo di deterioramento causato da cinque anni di guerra, ha colpito soprattutto i servizi pubblici, manifatturieri, minerari e i servizi come il trasporto e le vie di comunicazione. Gli effetti peggiori, come ha sottolineato il rapporto, si sono registrati sulle persone. Nel 2015, circa il 45 per cento della popolazione siriana è stata costretta a spostarsi dai centri abitati danneggiati dalle bombe. Delle 470 mila persone uccise o rimaste ferite dalla guerra, almeno400mila sono quelle rimaste coinvolte in modo diretto nelle violenze dei bombardamenti, mentre 70milasono state vittime della mancanza di servizi adeguati per la salute. Questi non hanno avuto accesso alle cure mediche, o sono stati colpiti da malattie croniche. Ad aggravare le condizioni di vita delle persone anche la mancanza di cibo, di acqua potabile, di servizi igienico-sanitari e di alloggi adeguati. Anche l’aspettativa di vita media è calata in maniera drastica, passando dai 70 anni del 2010 ai 55 anni del 2015. Gli sforzi umanitari nei grandi centri colpiti, come Aleppo, hanno quasi raggiunto un punto di rottura, mentre il tasso di mortalità in termini statistici è passato dal 4,4 per mille del 2010 al 10,9 per mille del 2015.





 
 

 

Una squadra di #GovernoPatrimonioDelPaese

di Luigi Di Maio E’ con grande orgoglio che oggi vi presento una squadra di governo che è un Patrimonio del Paese. Sono orgoglioso dell’assoluta eccellenza di questa squadra di uomini e donne che si stanno mettendo...
by quarrata5stelle
 

 
 

Un governo di cambiamento per l’Italia: qui facciamo sul serio

di Luigi Di Maio Manca meno di una settimana alla chiusura della campagna elettorale. Circa un terzo degli elettori è ancora indeciso sulla scelta che farà il 4 marzo. La nostra ambizione, la mia ambizione come candidato prem...
by quarrata5stelle
 

 
 

-10 al voto: la seconda proposta di convergenza di governo del MoVimento 5 Stelle #ConvergiSulVincolo

di Luigi Di Maio, capo politico del MoVimento 5 Stelle Mancano 10 giorni al voto e 8 al silenzio elettorale. Sono giorni molto importanti per i cittadini perchè il 30% degli elettori ancora non ha deciso chi votare. Quindi in ...
by quarrata5stelle