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M5SEuropa

giugno 30, 2017
 

Le bugie sul roaming hanno le gambe corte

di Innocenzo Genna, esperto di Telecomunicazioni e Vicepresidente Mvno

“La verità è che è stato eliminato il roaming per gli utenti, ma non quello fra gli operatori. Questo significa che quando vado all’estero con il mio telefonino, ho diritto a continuare a pagare la tariffa domestica ma il mio operatore dovrà continuare a pagare un sovraccosto roaming all’operatore che lo ospita. Questo vuole dire che in certe condizioni il mio operatore potrebbe andare in perdita. Per 1 giga di Internet le tariffe domestiche variano tra 1 e 2 euro, lo stesso giga di Internet può costare all’operatore fino a 7,7 euro, quindi in certe condizioni quell’operatore potrà andare in forte perdita.

VIDEO. Ascolta e condividi l’intervista a Innocenzo Genna. Fai sapere a tutti la verità sul roaming

Le conseguenze maggiori sono a livello di sistema. Proprio perché questo meccanismo sta creando uno sbilanciamento di mercato, alcuni operatori dovranno chiedere l’autorizzazione a continuare ad applicare dei sovraccosti regolamentati. Altri operatori potrebbero pensare, pur di mantenere la stessa tariffa all’estero, di aumentarla e quindi ci potrebbe essere un innalzamento delle tariffe domestiche. Questo sta già accadendo nel Nord Europa dove le tariffe soprattutto di Internet mobile erano molto basse e gli operatori del Nord Europa non possono sostenere tutto il resto. Alcuni operatori possono, inoltre, pensare di segmentare il mercato, dividendo tra SIM con il roaming e SIM senza roaming. Senza roaming evidentemente ci saranno delle tariffe più basse.

I COSTI MASCHERATI
Nel momento in cui il traffico Internet all’estero comincerà a salire, a quel punto i costi potenziali potrebbero diventare importanti e quindi ci potrebbero essere conseguenze anche in Italia. In Italia il mercato ha dei prezzi abbastanza bassi, ma non dimentichiamo che recentemente ci sono stati molti rincari mascherati: servizi una volta gratuiti che adesso sono a pagamento, differenze di tariffazione che prima era mensile adesso settimanale. C’è un trend non sempre evidente di rialzo.

IL RITORNO DEL ROAMING
Alcuni operatori possono richiedere al loro regolatore nazionale una eccezione all’eliminazione del roaming e possono ricevere l’autorizzazione a continuare ad applicare il sovraccosto roaming, nei limiti in cui questo è necessario per coprire i costi non recuperabili. Al momento, a livello europeo, sono state presentate una quarantina di domande da parte di operatori, di cui almeno 24 sono state accettate, due in Italia. Si tratta comunque di domande che possono essere fatte anche nel corso dell’anno, quindi questo dato potrebbe aumentare.

I PICCOLI OPERATORI DANNEGGIATI

Soprattutto i piccoli operatori telefonici erano d’accordo con l’eliminazione del roaming perché per loro il roaming era una perdita secca. A differenza dei grandi operatori che hanno ottenuto una serie di guadagni in passato, per i piccoli operatori o quelli senza rete il roaming era solo un costo. Il problema è che il meccanismo prescelto, quello cioè che prevede l’eliminazione del roaming per i clienti ma non per gli operatori, li ha penalizzati perché per loro le tariffe di accesso di roaming restano troppo elevate e quindi questi operatori sono più a rischio degli altri. Ovviamente per capire quanto questa situazione impatterà su di loro bisogna capire quale sarà l’evizione delle abitudini degli utenti e cioè quanto inizieranno a utilizzare Internet all’estero e quanto questa situazione peserà sui conti degli operatori”.





 
 

 

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