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Parlamento

marzo 26, 2013
 

Relazione Capogruppo Senato Vito Crimi

Tutti i 40 miliardi di euro del decreto sui debiti della pubblica amministrazione siano destinati alle imprese. Le banche possono attendere! Dopo che i parlamentari del Movimento 5 Stelle hanno scoperto il grimaldello pro-istituti di credito, nascosto nella relazione sul provvedimento che sblocca il pagamento di una parte dei debiti della Pubblica Amministrazione (40 miliardi previsti per il 2013/2014), il gruppo parlamentare al Senato del Movimento 5 Stelle chiederà con una risoluzione che tutto l’ammontare di questo provvedimento venga destinato alle imprese, per il tramite degli enti locali.
Durante l’esperienza del Governo Monti le banche hanno già ricevuto molto. Ricordiamo le due operazioni LTRO della BCE, con decine e decine di miliardi ricevuti al tasso dell’1%. Ricordiamo anche i miliardi destinati alle operazioni di salvataggio di Monte dei Paschi, che tutti insieme assommano a quanto versato dagli italiani per l’Imu sulla prima casa. Ricordiamo i 15 miliardi di anticipo per il Fondo Salva Stati che, dopo una riunione dell’Ecofin del marzo scorso, ha integrato tra i propri scopi la possibilità di erogare aiuti alla ricapitalizzazione del sistema bancario europeo. E tutto senza che questa immensa liquidità venisse mai reimmessa nell’economia reale, mentre le aziende fallivano e gli imprenditori sceglievano soluzioni estreme o gesti disperati.
Le banche dunque, che legittimamente dovranno rientrare per i capitali anticipati agli imprenditori che si erano già rivolti a loro a fronte dei mancati pagamenti da parte della pubblica amministrazione, almeno per questa volta attendano il loro turno. Il Movimento 5 Stelle accoglie con favore la relazione del Senatore Monti e del Ministro Grilli, ma a condizione che questa prima tranche di pagamenti venga, finalmente e per intero, destinata alle imprese.
La prova
A pagina 4 della relazione datata 21 marzo 2013 e presentata al Parlamento dal presidente del consiglio Mario Monti e dal Ministro dell’Economia e della Finanza Vittorio Grilli si legge:
“Nel valutare gli effetti sull’economia reale di un simile provvedimento si è tenuto conto che una parte dei pagamenti alle imprese confluirà immediatamente nel settore creditizio in quanto una quota del portafoglio di debiti risulta già ceduto (pro solvendo o pro soluto) alle banche. Se da un lato questo aspetto diminuisce l’impatto diretto sul sistema economico, dall’altro contribuisce a ridurre le tensioni all’interno del sistema creditizio e quindi indirettamente favorisce l’economia, si attende infatti una riduzione dei tassi d’interesse alla clientela e un’attenuazione delle tensioni sull’offerta di credito”.

Vito Crimi, capogruppo portavoce del M5S al Senato





 
 

 

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