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Parlamento

luglio 29, 2014
 

Sovranità, addio: Terna svenduta ai cinesi

Quando si parla di sovranità, si parla anche degli asset strategici più delicati e delle attività chiave di un Paese. La svendita della nostra sovranità da parte dei vertici governativi è ormai cosa acclarata, nell’indifferenza dei media che dovrebbero informare i cittadini.

Eppure stavolta la cosa è quanto mai scandalosa: non solo si svende una parte di un asset strategico energetico, non solo tale asset è in attivo e porta denaro nelle casse del Paese, ma sapete a chi lo si svende?
Ai cinesi.

Stiamo parlando di Terna, gas e rete elettrica, che è reduce da un primo semestre con ricavi in crescita del 3,4% a 950 milioni di euro, e utili in aumento di oltre il 4% a quasi 275 milioni. Cosa è successo? Il 29,9% di Terna sta per passare nelle mani della neonata Cdp Reti, che come si intuisce dal nome è controllata da Cassa depositi e prestiti ed è destinata a diventare la holding cui farà capo il controllo di tutte le reti strategiche del Paese, i cosiddetti monopoli naturali. Il governo si è però convinto che serve anche un socio forte, forse perché tanta sovranità rimane davvero troppo indigesta.

E così, il Ministro Padoan se ne è andato in pellegrinaggio a Pechino per chiudere l’accordo con i cinesi di State Grid Corporation of China, il maggior produttore di energia al mondo. Il colosso del Dragone potrebbe entrare prendendosi una quota di Cdp Reti pari al 35-40% per un valore di circa 2 miliardi.

Governi stranieri sulla rete elettrica italiana, sulle informazioni che su essa viaggiano, e anche sui dati sensibili della clientela, che riguardano tutta la comunità nazionale. Normale amministrazione: il Paese e i suoi abitanti hanno da tempo perso ogni valore, mentre le loro ricche proprietà vengono svendute a destra e a manca.

Il M5S ha detto chiaro che non si risolve così il problema dello stock di debito, e ne chiederemo conto giovedì con un Question Time in Commissione Attività Produttive alla Camera. Perché questo Paese merita un governo diverso, un governo a 5 Stelle.





 
 

 

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